Engonu, Lacrime & Walt Disney


Secondo Walt Disney, come La Engonu dovrebbe spiegare senza piangere “come mai” è italiana…

La mia opinione, sicuramente impopolare (e per questo credo, ancora più importante), è che si dovrebbero abbassare velocemente tutti i toni rispetto a ciò che conta di almeno due tacche, da parte di tutti e rientrare nel mondo reale.
Questo clima da inquisizione che si è creato, dove ci si è trasformati tutti in una sorta di psico-polizia cercando con ridicola ossessione negli altri ogni traccia di singola parola “offensiva” alla ricerca del mostro è ridicola.
È ridicola perché chiunque abbia studiato un minimo di comunicazione, ma base-base da libricino Harmony, sa perfettamente che le parole hanno sicuramente un peso ma ciò che conta realmente è l’intentum dietro quelle parole.
Questa continua “caccia al mostro”, come se tutti fossero brutti e cattivi lì fuori, è una sciocca manipolazione mediatica che ogni giorno ammorba tutti in un teatro che ha del ridicolo.
Walt Disney spiegava che la domanda più frequente alla quale i suoi dipendenti dovevano saper rispondere correttamente era quando un visitatore del parco chiedeva: “A che ora è la parata delle tre”.
Se fosse stato uno di voi, Walt avrebbe invocato uno Stato di Polizia per evitare che dei malati di mente entrassero nei suoi parchi, probabilmente perché potenziali pervertiti e pericolosi, e venissero esclusi dalla società, cancellati e rimandati a scuola. O qualche follia del genere…
Ma Walt sapeva che le persone hanno mille pensieri e nella media fanno fatica ad esprimersi correttamente. Checchè ne pensino le maestrine col mignolo alzato e il rolex al polso.
Quindi i pensieri normalmente fluiscono in un modo caotico e scomposto, e non sottintendono perversioni, razzismo, omofobia ecc… A MENO CHE il comportamento seguente non sia espressione di quelle cose orribili…
Quando una persona chiede nei parchi “A che ora c’è la parata delle tre”, non è un demente. Sta cercando di chiedere in modo scomposto “A che ora dovrei arrivare e dove dovrei mettermi per vedere meglio la parata delle tre con i carri.”
La sensibilità umana, ciò che ci rende diversi dalle scimmie, è la capacità di tradurre dal verbale a ciò che è non verbale o sottinteso, quando appunto è nel contesto e nell’intentum e non nella “parola tabù” che si qualifica un messaggio.
Il fatto che abbiate tutti perso questa sensibilità è indice di menti retrograde e che stanno andando a marcia indietro verso un futuro molto grigio.
La Engonu si è messa a piangere perché ha detto che un giornalista le ha chiesto “Perché sei italiana”. E il suo “sentire” non va certo sminuito così come un momento di sfogo scomposto dopo il fallimento sportivo va capito. Ma è questo clima di continua caccia al mostro che parimenti non va bene. La dovete smettere di riportare la notizia decontestualizzandola con le vostre frasi buoniste del cavolino “GNOO PAOLA TU SEI ITALIANA SIAMO DUDDI CON DEEH!”
Certo che è italiana. Ma nemmeno il giornalista voleva dire che non lo é. A meno che non si fosse presentato con la svastica sul braccio in conferenza stampa.
Posto che la domanda di per sè NON ha perfettamente senso compiuto in qualunque contesto ed è espressa MALE… tipo “parata delle tre”… vederci del razzismo (posto che si sarebbe dovuti essere lì e capire contesto, tono ecc…) è nel calcolo delle probabilità… stupido.
È come se io fossi in Nigeria e qualcuno mi chiedesse vedendomi a rappresentare la nazionale “Perché sei nigeriano”.
Basta accendere il cervello per capire che, a parte la goffaggine della domanda, non c’entra il razzismo.
A domanda si risponde “Perché essere italiano è meraviglioso, adoro questa nazionale e la sua maglia e appena ho potuto ho chiesto la naturalizzazione”, … o una cosa così.
Ricky Gervais esprime il concetto della pazzia moderna in parole molto semplici: “Il fatto che tu ti senta offeso, non significa che tu abbia ragione“.
Ed ha ragione!

Il fatto che tu pensi che qualcuno ti stia sminuendo, aggredendo ecc… se è vero solo nella tua testa… beh non è vero.
È solo questione di sanità mentale. Se volete mandare in galera la gente e vivere incattiviti col mondo, continuare a stare con le orecchie tese per sentire se qualcuno dice mezza parola che a voi suona sessista, omofoba, razzista ecc…
E ne troverete a migliaia.
Ma se guardate la realtà, scoprirete che nei fatti le cose non stanno così.
Kubrick ha mostrato chiaramente che i ricondizionamenti alla “Arancia Meccanica” non funzionano.
E i cambiamenti richiedono generazioni e sono culturali, non possono essere ottenuti con la forza, la coercizione ecc…
Fra qualche generazione orrendi retrogradi come i vostri genitori, con un retroterra culturale arretrato non ci saranno più. E le persone non dovranno fare “coming out” con la paura di essere cacciata di casa.
L’Italia non è mai stata una nazione coloniale come Francia o Inghilterra per dire, con persone di colore di decima generazione integrati a ogni livello della società ecc… Fine. Studiate la cazzo di storia!
Quindi la domanda scema “Perché sei italiano” fatta a un nero, è “lecita”. Scomparirà prima o poi, ma oggi la dovete accettare. Deve scomparire e lo farà. Col suo tempo. Non mandando in galera la gente in buona fede.
Ma non risolverete il problema cercando di mandare alla gogna tutta la gente che cita Lino Banfi scherzosamente con il suo “Ricchi@ne maledett’!”
Non funziona così il mondo.
Così come vi dovete rendere conto, parlo per la nuove generazione di fluidi che pretendono di essere chiamati con pronomi fantasiosi, che la gente ha altri cazzi per la testa invece che cercare di schernire o offendere loro.
Ma se ti presenti in un supermercato (come accade dalla cronaca USA ogni due per tre) da un poveraccio alla cassa che sta passando sacchi di patate, colluttori e rasoi per il culo da 8 ore e sto poveretto ti dice “Scusi signore dovrebbe tenere la distanza di sicurezza in fila”, non gli puoi sborccare perché non ti ha chiamato “SignorA” come piace a te o peggio con un pronome inventato al plurale ecc…
Dovete tutti scalare due marce. La gente ha i cazzi suoi in media che non sono quelli di offendere voi.
E se siete voi quelli “strani”, dovete arrendervi all’idea che qualcuno possa essere goffo, sbagliarsi e in alcuni casi anche sembrarvi senza volere offensivo.
Ma l’unica cosa che conta è l’intento. Cioè dovete differenziare la persona che vi aggredisce realmente da quello che dice “la parolina” o la frase che “non si dice”.
La dovete finire perché altrimenti non se ne esce vivi. E ogni giorno avrete l’impressione, come la Engonu, di vivere in un mondo di orrende persone razziste o peggio.
Ora potete pensare che il giornalista sia un vetero-fascio con a casa l’altarino del Ku Klux Klan… oppure che stesse cercando, magari in modo scomposto, di fare una domanda a tema. Che magari gli è uscita male.
Lo dobbiamo uccidere? Radiare? Appendere in pubblica piazza? “Cancellare” come va tanto di moda nel vostro “Brave New World”?
Oppure è il caso che torniamo a differenziare tra parola magari goffa e intento reale delle persone?

Vedete voi: io -di certo- l’Arancia Meccanica non lo voglio sulla mia pelle.


2 risposte a “Engonu, Lacrime & Walt Disney”

  1. Io sono tirolese con cittadinanza italiana… non sarò mai « italiano »non capisco chi si ostina a voler appartenere ad una nazionalità diversa dalla propria rinnegando le proprie origini di cui si dovrebbe essere fieri… sto pensando ad un amico tirolese nato in Australia da famiglia tirolese momentaneamente residenti in quel paese per motivi di lavoro… ebbene lui non si è mai sognato di essere australiano se non per rispetto delle istituzioni e quindi definendosi tirolese con cittadinanza australiana… ‍♂️

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