
Premessa
Novembre 1918, a seguito della fine della Grande Guerra il nostro esercito abbandonò il fronte per far ritorno nei propri paesi, pagando delle dure condizioni. Le truppe italiane occuparono tutto il Tirolo (Trento e Bolzano) ed il 10 ottobre 1920 vi fu l’annessione delle due provincie all’allora regno d’italia.
1923-1939, Ettore Tolomei, a capo del piano fascista di trasformazione etnica della nostra (attuale) Regione, annunciò l’italianizzazione (forzata), piano al quale diede immediatamente attuazione.
1945-46, vi fu la farsa della rimozione dai servizi pubblici degli elementi fascisti dai loro incarichi: farsa in quanto essi furono -per la maggioranza- riabilitati, mantenendo la propria “carica e dignità”.Si proseguì l’italianizzazione accellerata con l’arrivo di decine e decine di migliaia di immigrati da varie zone dell’italia, con l’obiettivo di porre fine una volta per tutte alle aspirazioni di autodeterminazione della nostra terra; ciò nonostante la stipula dell’Accordo di Parigi (detto anche accordo Degasperi-Gruber) che tutela la nostra popolazione tirolese. Nella nostra attuale regione la popolazione autoctona era continuamente esposta ad atti di repressione da parte dello stato, oltre a derisione e diffamazione. La giustizia italiana applicò rigorosamente le norme sulla repressione politica in base al codice penale fascista (vedi libro rosso).
25 maggio 1961, vi fu il fallimento dell’ultima trattativa tra il Ministro degli esteri Austriaco Kreisky con l’omologo italiano Segni: quest’ultimo rispose sempre in maniera eludente, portando -quello stesso giorno- ad un nulla di fatto e facendo finire nell’immondizia il progetto di legge per l’autodeterminazione.
Questa premessa è doverosa! È il preludio al non darsi per vinti.
Ora possiamo e dobbiamo dire a voce alta che la speciale autonomia che governa OGGI la nostra regione e le nostre due provincie è stata ottenuta grazie alla lotta degli attivisti del movimento BAS (Comitato di Liberazione) fondato da Sepp Kerschbaumer con anche Goerg Klotz, Sepp Innerhofer, Franz Hoelfer, Anton Gostner (ed altri), i quali iniziarono la notte dell’11 giugno 1961 la loro missione, colpendo tralicci e vecchi monimenti inneggianti al facismo -non persone-.
Consapevoli delle conseguenze che avrebbero patito loro ed i propri familiari, sacrificarono la loro vita, la loro esistenza, per il nostro bene.
Per questo vi ringrazio personalmente!
Siete un esempio di abnegazione e sacrificio per un ideale, qualità rare di questi tempi...
Schützen Heil!


