Trento – Tirolo


FOTO: Documento del 1777 sul dominio secolare del principe vescovo di Trento. La prima frase risulta chiarissima sull’uso del termine “Tirolo” per identificare tutta la regione e non solo la giurisdizione amministrativa dell’omonima contea.

Spesso leggiamo certe esternazioni o interpretazioni di fatti legati alla storia del territorio di Trento secondo la visione di una ricostruita storiografia che non considera o ignora fatti e documenti importanti. Tale atteggiamento contribuisce indirettamente alla diffusione di alcuni miti o interpretazioni di parte. Sono gli argomenti del tipo “Il principato di Trento era terra di lingua italiana e non c’entrava con l’Austria”, “i principi vescovi erano vittime dei conti del Tirolo”, “la gente del principato di Trento si dichiarava trentina e non tirolese”.
Sono queste faziosità che rendono difficili le relazioni di Trento verso nord, con il mondo al quale la storia tridentina è testimone dell’appartenenza volontaria.

Basta pensare: come sarebbe possibile uno stato ecclesiastico autonomo totalmente indipendente dagli Asburgo nel Sacro Impero? Come mai un principato senza esercito avrebbe tale indipendenza?
Furono i duchi d’Austria (conti del Tirolo dal 1363) a garantire il potere secolare dei vescovi. I documenti risultano chiari.

Ancora ai tempi del ducato longobardo di Trento, il territorio da Verona in su era chiamato “Austria”, mentre la “Neustria” comprendeva l’attuale Lombardia. Non per caso due parole con etimologie assolutamente diverse – Austria e Österreich (da Ostarick, “Marca Orientale) – significheranno poi lo stesso territorio d’Europa sotto il governo dei duchi d’Austria, gli Asburgo (originari dalla Svizzera).

La contea del Tirolo è nata nel territorio del principatp vescovile di Trento. I conti di Tirolo (toponimo di origine retica, da *tir-al) erano vassali del principe vescovo di Trento. Ma va ricordato che le relazioni politiche non erano semplici e tanto meno “dispute”; alcuni conti del Tirolo furono zii o parenti di importanti principi vescovi (come i Vanga/Wangen). Se guardiamo gli alberi genealogici dei secoli 13 e 14, troveremo delle informazioni interessanti!

Bisogna però capire una cosa: “Tirolo” aveva fino al 1803 (secolarizzazione dei principati vescovili) due significati: la Contea del Tirolo, con i suoi territori dipendenti, e la regione tra il Lago di Garda e il massiccio del Kaiser nei confini con la Baviera, in cui si trovavano l’omonima contea e i principati vescovili di Trento e Bressanone.

La regione verrà chiamata Tirol (Tiralli, Tyrâl > Tyrol) già ai tempi del conte Mainardo II, quindi parliamo del secolo 13. E una testimonianza importante che lo conferma si trova nel Canto XX della Divina Commedia di Dante Alighieri, indicando il territorio di “Tiralli” dal Lago Benaco (Garda) in su, già come terra di confine tra l’ “Italia bella” e “Lamagna” (La Magna, ossia il Sacro Impero), una terra dove abitava “il trentino pastore”.

Quando l’ultima contessa del Tirolo, Margherita (detta Maultasch) donò nel 1363 la contea al suo parente, il duca d’Austria Rodolfo d’Asburgo, vengono firmate le “compattate” tra i principi vescovi di Trento e Bressanone ed il nuovo conte del Tirolo (Confoederatius Tirolensis). Fin a quel periodo, erano i vescovi di Trento a confermare i conti.

Il territorio diventa quindi terra legata direttamente al ducato degli Asburgo e perciò giurisdizione diretta della Casa d’Austria. E non per caso sarà parte del Circolo Imperiale Austriaco all’interno del Sacro Impero. Tale unione verrà confermata nel 1511, nel 1815 e nel 1866 e Trento sarà legata al Circolo Imperiale Austriaco fino alla dominazione napoleonica, perché sono stati gli Asburgo a garantire la sovranità dei principi-vescovi, legittimi Signori.


Nel 1363 i principi vescovi di Trento e Bressanone firmarono con il duca d’Austria un patto di unione perpetua dei territori vescovili e la contea tirolese. L’accordo verrà chiamato “le compattate” perché fu infatti un accordo politico-amministrativo per rafforzare i legami interni già esistenti nel territorio, visto che a partire da quel momento i nuovi conti del Tirolo erano i duchi della Casa d’Asburgo.

Quando leggiamo i documenti delle compattate, si capisce che non si trattò di una semplice sottomissione politica del vescovo nei confronti degli Asburgo. Si trattava di un mutuo compromesso.

Gli Asburgo erano gli imperatori nonché duchi d’Austria e conti del Tirolo. Come mai potevano essere gerarchicamente “inferiori” ad un rappresentante ecclesiastico e secolare di un (fra tanti altri) principati del Sacro Impero? Ecco perché risulta assurdo l’argomento “vittimista” che presenta i vescovi in quanto “vittime” degli Asburgo. Questo argomento filo sabaudo della seconda metà dell’800 aveva uno scopo ben preciso: rinnegare il legame del territorio trentino con il Tirolo e con gli Asburgo.
Dal Medioevo al Concilio di Trento (Rinascimento), la maggior parte dei principi vescovi di Trento e Bressanone erano membri di importanti casate tedesche (non tutti religiosi per vocazione visto che la tradizione medievale non permetteva certe libertà di scelta) e, come tali, non sempre andavano d’accordo con la Casa d’Asburgo.

Visto che i principati vescovili di Trento e Bressanone non avevano un esercito e, quindi, la loro autorità e sovranità dipendeva degli Asburgo, conti del Tirolo, il controllo politico dei prelati dipendeva ovviamente dalla protezione dei conti. E chi ha la forza, ha più potere. La storia lo dimostra.

È stato il principe vescovo Bernardo Clesio (anche Bernhard von Glös) a confermare nella seconda metà del ‘500 i confini territoriali con l’Ordinamento della Contea Principesca del Tirolo, un documento che dimostra che Trento e Bressanone componevano ufficialmente il territorio conosciuto come Tirolo. L’iniziativa di Clesio aveva un motivo ben preciso in quegli anni di rivolte contadine e di protestanti: proteggere il territorio dai veri “nemici” di quel periodo: i potenti dogi veneziani che volevano avanzare verso le terre legate all’Austria.

(credit prof. E.Altmayer)


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *