Articolo su “il T”


Condividiamo volentieri questo articolo pubblicato oggi su “il T” a cura del capitano della SK am Gardasee.

I morti austroungarici e i morti italianiCerchiamo di non dimenticare quello che successe ai nostri nonni e bisnonni dell’Alto Garda e Ledro nei giorni precedenti e seguenti all’armistizio tra Regno d’Italia ed Impero Austrungarico firmato il tre novembre 1918 ed entrato in vigore il 4 novembre. Con questo armistizio Trento e Trieste divennero italiane.Sessantamila dei nostri bisnonni e nonni furono chiamati alle armi nel 1914 e combatterono come Kaiserjaeger per l’Impero austrungarico. Dodicimila morirono e settemila furono seppelliti nei boschi e nei campi della Galizia, una regione tra la Polonia e l’Ucraina di oggi. Parecchi di loro finirono dopo la Prima Guerra nei campi di prigionia italiani diffusi in tante regioni ed isole del Regno, per essere rieducati perché pur essendo di lingua italiana avevano combattuto per l’Impero austrungarico. Gli uomini che ebbero la fortuna di salvarsi dalla guerra e dal campo di detenzione ritornarono nelle loro case di Riva, Arco, Dro, Tenno, Torbole ma trovarono la casa ridotta a macerie dai bombardamenti. Terreni incolti da riprendere in mano e da bonificare dalle mine e dai residuati bellici e bestiame ammazzato o requisito.Alcuni di loro riuscirono a ricongiungersi con le mogli ed i figli che allo scoppio della guerra furono portati in altre città e zone dell’Impero austrungarico, a Braunau, a Mitterndorf, in Boemia e Moravia, ecc. Tutti coloro che ritornarono poi dal fronte, dal campo di prigionia o dal campo profughi dovettero imparare a vivere in un altro Stato, nel Regno d’Italia che aveva vinto la guerra e a gestire le difficoltà del vivere quotidiano date dalle malattie diffuse come la tubercolosi, la scabbia ed anche da un fortissimo aumento dei prezzi e dalla svalutazione della corona rispetto alla lira (secondo il cambio una corona 0,60 lire). I nomi di vie, piazze e paesi vennero cambiati e tutti i simboli, le bandiere, gli stemmi, le sculture, gli oggetti che rappresentavano il Tirolo (Welschtirol) e l’Impero austrungarico vennero confiscati o distrutti dalle autorità italiane. Vennero quindi impedite tutte le manifestazioni pubbliche in memoria dei nostri nonni e bisnonni che morirono con la divisa austrungarica mentre i morti con la divisa dell’esercito italiano (spesso parenti dei nostri avi) furono considerati Eroi».


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